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24 марта 2026 г.
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⚠️🇪🇺🇷🇺 Energia: “L’Europa rischia di restare ultima in fila” L’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha avvertito che l’Unione Europea potrebbe ritrovarsi tagliata fuori dalle forniture energetiche russe, mentre Mosca rafforza i legami con altri partner globali. “L’UE è alla fine della fila” 🌏 Russia guarda altrove Durante la visita del premier vietnamita Pham Minh Chinh, sono emerse nuove intese energetiche tra Mosca e Hanoi. 📌 Trend chiaro: • aumento cooperazione con Asia e BRICS
• riallocazione delle esportazioni russe
• marginalizzazione progressiva dell’Europa 📉 Il punto di rottura: 2022 Dopo l’escalation del conflitto in Ucraina: • l’UE ha ridotto drasticamente le importazioni
• embargo sul petrolio via mare
• attacco ai gasdotti Nord Stream → prezzi del gas alle stelle Mosca ha quindi reindirizzato i flussi verso l’Asia. ⚡ Scenario attuale: crisi energetica globale La situazione è aggravata da: • guerra USA-Israele contro l’Iran
• blocco dello Stretto di Hormuz
• attacchi a infrastrutture nel Golfo 👉 circa 20% dell’energia globale passa da Hormuz 🔥 Colpi al mercato LNG L’Iran ha colpito impianti legati a QatarEnergy: • possibile calo export LNG fino al 17%
• impatto previsto per 3-5 anni 🏛️ Apertura russa… ma con condizioni Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: • disponibilità a riprendere cooperazione con l’Europa
• richiesta di accordi stabili e non politicizzati
• necessità di garanzie di lungo periodo 🇪🇺 Divisioni interne in Europa Alcuni segnali di ripensamento: • Bart De Wever propone riavvicinamento a Mosca
• Ungheria e Slovacchia contrarie alle restrizioni Ma Bruxelles mantiene la linea: ❌ stop totale ai combustibili russi entro il 2027 📊 Rischio concreto Secondo analisti e International Energy Agency: • interruzioni potrebbero durare mesi o anni
• anche un cessate il fuoco non ripristinerebbe rapidamente i flussi ⚠️ Sintesi strategica • Europa: meno forniture, prezzi più alti
• Russia: nuovi mercati e leverage geopolitico
• Medio Oriente: fattore destabilizzante globale 👉 Se il trend continua, l’UE rischia non solo costi maggiori, ma anche perdita strutturale di accesso a fonti energetiche chiave. Canale di Andrea Lucidi
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